Nella pancia della mia signora, il Jimbo..
Visualizzazione post con etichetta metodo naturale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta metodo naturale. Mostra tutti i post
giovedì 4 agosto 2011
venerdì 30 ottobre 2009
Allenamento autunnale
Ehh, in questo periodo di intenso lavoro mentale (sto scrivendo la tesi), sono poco incline a passare altro tempo davanti al mio Mac, così, per questo periodo, il blog rallenterà un po'.
Ma non si pensi che rallentano pure i miei allenamenti! In effetti è proprio il contrario..
In questo periodo autunnale mi sto allenando circa così:
Ma non si pensi che rallentano pure i miei allenamenti! In effetti è proprio il contrario..
In questo periodo autunnale mi sto allenando circa così:
- 3-4 volte a settimana: 30-40 minuti di condizionamento propriamante detto e 30-40 minuti di tecnica e ripetute.
- il sabato: circa 3 ore tra riscaldamento, ripetute, percorsi e tecniche nuove.
Stiamo cercando di spingere sempre più i nostri allenamenti verso il metodo naturale, quindi anche di diluire il più possibile la preparazione in tutta la settimana. Io vedo dei benefici. Sono stra in grinta, in questi ultimi mesi ho imparato un sacco di cose nuove e ho aperto movimenti che ho sempre considerato molto difficili.
mercoledì 7 ottobre 2009
Una discesa
Per ricordarci dei bei momenti estivi, ecco un piccolo video di percorso (solo jutsu)..
Alcune considerazioni sull'etica (per capire di cosa parlo leggete qui e date un'occhiata qui).
Autosservazione: piani ampi privilegiati, niente obiettivi distorcenti, piani sequenza abbastanza lunghi; minimo dei tagli possibili con una telecamera, velocità e suono immodificati, percorso montato ma eseguito realmente; il materiale è stato accumulato in un giorno, nessun movimento è stato ripetuto ("buona la prima"), la zona era nota ma i movimenti non sono stati studiati nel dettaglio.
Autovalutazione: 4/5
Sarebbe bello avere 6 o 7 telecamere, l'unico sistema per beccarsi un bel 5 su 5!
Alcune considerazioni sull'etica (per capire di cosa parlo leggete qui e date un'occhiata qui).
Autosservazione: piani ampi privilegiati, niente obiettivi distorcenti, piani sequenza abbastanza lunghi; minimo dei tagli possibili con una telecamera, velocità e suono immodificati, percorso montato ma eseguito realmente; il materiale è stato accumulato in un giorno, nessun movimento è stato ripetuto ("buona la prima"), la zona era nota ma i movimenti non sono stati studiati nel dettaglio.
Autovalutazione: 4/5
Sarebbe bello avere 6 o 7 telecamere, l'unico sistema per beccarsi un bel 5 su 5!
domenica 27 settembre 2009
Essere forti
L'uomo forte deve possedere queste doti:
- Resistenza: poter eseguire, senza debolezza, un lavoro prolungato e di sopportare ogni genere di fatica - temprati al freddo, al caldo, alle intemperie.
- Potenza muscolare: poter eseguire, con ogni parte del corpo, sforzi sufficienti in tutti i sensi.
- Velocità: capacità di poter fare gesti vivi - scatti rapidi - partenze istantanee ad un dato segnale.
- Abilità: destrezza, non solamente nel servirsi dei propri muscoli e utilizzare le proprie attitudini per raggiungere un preciso risultato, ma anche nell'economizzare le proprie forze per ritardare la comparsa della fatica.
- Qualità del carattere: energia, volontà, coraggio, sangue freddo, colpo d'occhio, decisione, fermezza, tenacia, resistenza ai dolori fisici e morali.
- Sobrietà: temperanza e frugalità nel bere e nel mangiare.
da "Le code de la Force" di Hébert
Qualche attinenza con l'Esprit Yamak?
Molti nomi, una via..
ps: qualche settimana fa (ma me ne sono accorto solo oggi) anche Dan di pkgen ha scritto qualcosa sull'essere forti, prendendo la questione dall'altro verso.. Ovviamente mi trova d'accordo, ma voglio vederci una certa complementarietà. Voglio capire me stesso ma, nel frattempo, voglio essere forte. Che pretese, eh?!
mercoledì 23 settembre 2009
Operazione Castello
Portata a termine, nei giorni scorsi, l'operazione in codice Castello.

Dopo aver individuato tre possibili vie di infiltrazione per il Castello di San Vigilio, si è proceduto all'invasione della antica rocca medievale. Malgrado la strenua difesa, la fortezza è caduta.
Ok, scherzi a parte, ecco i 3 problemi risolti. Sempre in free solo ma, questa volta, in diurna.

Ok, scherzi a parte, ecco i 3 problemi risolti. Sempre in free solo ma, questa volta, in diurna.


domenica 13 settembre 2009
Ispirazioni cinematografiche
Rapa Nui è un film degli anni novanta che narra della catastrofe demografica dell'Isola di Pasqua. Quando penso al metodo naturale, immancabilmente, la mia mente va a questo film. Per me è una grande ispirazione, oltre che ad un bel film. Lo consiglio a tutti (potete vederlo qui)!
Già che ci sono elenco qualche altro film che, in un modo o nell'altro, può essere di grande ispirazione:
Già che ci sono elenco qualche altro film che, in un modo o nell'altro, può essere di grande ispirazione:
- Rocky 4: la scena dell'allenamento (eccola)
- L'ultimo dei Mohicani: la scena della caccia (eccola) e la scena finale (eccola)
- L'impero colpisce ancora: su dagobah, un po' forzata ma passatemela:) (eccola)
Siccome sono sempre a caccia di spunti (e di buoni film!), vi prego di elencare tutti quelli che vi vengono in mente e che siano attinenti all'allenamento naturale e allo spostamento (ovviamente tralasciate i vari Banlieue e Yamak)..
mercoledì 9 settembre 2009
Sopravvivenza
Questo weekend ho seguito un corso di sopravvivenza. In pratica il nostro gruppo (formato da una decina di persone più 4 istruttori) ha passato due giorni di isolamento in montagna con questa attrezzatura: i vestiti che si indossano più una giacca non impermeabile, un coltellino, 4 litri d'acqua; inoltre ci sono stati consegnati, alla partenza, alcune mannaie e seghetti, dei teli impermeabili, dei guanti da lavoro ed un fiammifero a testa, un sacco di tela e dei cordini per farne uno zaino.

un survival-tin
Durante il periodo del corso ci sono state impartite delle lezioni "teoriche" intervallate a delle prove pratiche. Gli argomenti trattati comprendevano il reperimento dell'acqua, l'accensione del fuoco, l'attraversamento sicuro di ponti di corda e fiumi, l'allestimento di un rifugio, la costruzioni di un'arma e altro ancora.
Le prova più dura è stata senza dubbio il digiuno di 36 ore: a parte le 4 ore di sonno che sono riuscito a fare e qualche ora di riposo vicino al fuoco, il resto del tempo l'abbiamo passato a camminare, trasportare legna, preparare rifugi, attraversare torrenti. Tutte attività abbastanza dispendiose: alla fine il corpo era indebolito e la mente un po' appannata, ma ho capito che avrei resistito più a lungo. Prima lezione.
Altro grosso disagio è stato il freddo notturno. Malgrado alcuni di noi, fortunatamente, siano riusciti ad accendere il fuoco e malgrado siano stati fatti i turni per tenerlo vivo; malgrado i bivacchi di fortuna e il letto di foglie; malgrado la giacca e le pietre scaldate infilate nelle tasche; malgrado fossimo a settembre, faceva un freddo cane. Il fuoco ci ha salvati. Seconda lezione.
Senza una grossa lama non avremmo potuto accendere il fuoco. Preparare minuziosamente l'esca, spellare gli stecchi, staccare la corteccia ai bastoni e spaccare i tronchi sono solo alcune delle attività impossibili senza una grossa lama. Terza lezione.
Qualche altra lezione random, appresa o elaborata.
Altro grosso disagio è stato il freddo notturno. Malgrado alcuni di noi, fortunatamente, siano riusciti ad accendere il fuoco e malgrado siano stati fatti i turni per tenerlo vivo; malgrado i bivacchi di fortuna e il letto di foglie; malgrado la giacca e le pietre scaldate infilate nelle tasche; malgrado fossimo a settembre, faceva un freddo cane. Il fuoco ci ha salvati. Seconda lezione.
Senza una grossa lama non avremmo potuto accendere il fuoco. Preparare minuziosamente l'esca, spellare gli stecchi, staccare la corteccia ai bastoni e spaccare i tronchi sono solo alcune delle attività impossibili senza una grossa lama. Terza lezione.
Qualche altra lezione random, appresa o elaborata.
- 1 la testa, 2 l'acqua, 3 il fuoco.
- In due giorni di digiuno ho bevuto non più di 2 dei 4 litri d'acqua che avevo, questo ci fa capire quanta acqua va persa nei processi digestivi e per cui è meglio non mangiare se non si ha acqua. Ricordarsi però di forzarsi di bere un po', se è possibile, altrimenti i reni ne risentono.
- Conoscere almeno qualche nodo salva la vita, o quantomeno permette di risparmiare molte energie.
- Se piove la prima cosa da fare è fare legna, poi costruire un riparo, poi preparare la legna e poi accendere il fuoco.
- L'importanza di sapersi orientare (stelle, sole e altri metodi)
- Un ottimo potabilizzante per l'acqua è il Betadine.
- La legna non stagionata brucia maledettamente in fretta.
- Il gruppo ogni tanto è un peso ma più spesso una risorsa.
- L'importanza di avere un survival-tin con sè (meglio se personalizzato).
un survival-tin
mercoledì 2 settembre 2009
Soffia, soffia..
L'ossigeno atmosferico, comparso a seguito della diffusione della fotosintesi, diventa elemento necessario per i processi ossidativi del metabolismo degli organismi aerobi che possono, finalmente, colonizzare la terra ferma. Evolvono così numerosi organi per gli scambi gassosi, noi mammiferi abbiamo (insieme ad alcuni pesci, anfibi, rettili ed uccelli) i polmoni (interi libri riassunti in due frasi..).
La necessità di ossigeno dipende dal livello metabolico: tutte le attività che aumentano il consumo energetico aumentano il consumo di ossigeno, ad esempio l'attività motoria. I vertebrati possono, generalmente, adattarsi a necessità variabili mediante la modificazione della frequenza e dell'ampiezza degli atti respiratori. Nell'uomo la respirazione è controllata principalmente dal centro respiratorio bulbare, che risponde ai mutamenti del livello di idrogeno e anidride carbonica nel sangue ma anche alle variazioni di temperatura e di attività motoria.
Simbolicamente troviamo una relazione tra la respirazione e la vita spirituale nella letteratura, nella mitologia, nell'etimologia e nel linguaggio popolare. Alcuni esempi: il Pneuma greco (o soffio divino) è l'elemento costitutivo di ogni cosa, spirare significa morire ed anche soffiare, avere una brutta aria significa avere qualcosa che non và. Altri lavori (si veda Chiozza) si sono spinti più in là, identificando fantasie inconsce specifiche del polmone: ogni affezione organica diventa, quindi, psicosomatica. Viceversa ritengo che l'allenarsi a "utilizzare" i polmoni in modo "corretto" sia indispensabile non solo per la buona salute generale, ma anche per un'attività motoria efficiente e prolungata.
Nel corso della mia esperienza di atleta ho avuto modo di sperimentare l'importanza cruciale della respirazione in tutte le attività motorie (e non solo). Ho quindi svolto alcune ricerche nel campo dello Yoga, del Qi Gong, della medicina tradizionale e della fisiologia. Qui di seguito cercherò di ordinare le idee che mi sono fatto e che, spero, possano tornare utili. Non vuole essere una trattazione esaustiva, per approfondire consiglio di fare delle ricerche più accurate.

La necessità di ossigeno dipende dal livello metabolico: tutte le attività che aumentano il consumo energetico aumentano il consumo di ossigeno, ad esempio l'attività motoria. I vertebrati possono, generalmente, adattarsi a necessità variabili mediante la modificazione della frequenza e dell'ampiezza degli atti respiratori. Nell'uomo la respirazione è controllata principalmente dal centro respiratorio bulbare, che risponde ai mutamenti del livello di idrogeno e anidride carbonica nel sangue ma anche alle variazioni di temperatura e di attività motoria.
Simbolicamente troviamo una relazione tra la respirazione e la vita spirituale nella letteratura, nella mitologia, nell'etimologia e nel linguaggio popolare. Alcuni esempi: il Pneuma greco (o soffio divino) è l'elemento costitutivo di ogni cosa, spirare significa morire ed anche soffiare, avere una brutta aria significa avere qualcosa che non và. Altri lavori (si veda Chiozza) si sono spinti più in là, identificando fantasie inconsce specifiche del polmone: ogni affezione organica diventa, quindi, psicosomatica. Viceversa ritengo che l'allenarsi a "utilizzare" i polmoni in modo "corretto" sia indispensabile non solo per la buona salute generale, ma anche per un'attività motoria efficiente e prolungata.
Nel corso della mia esperienza di atleta ho avuto modo di sperimentare l'importanza cruciale della respirazione in tutte le attività motorie (e non solo). Ho quindi svolto alcune ricerche nel campo dello Yoga, del Qi Gong, della medicina tradizionale e della fisiologia. Qui di seguito cercherò di ordinare le idee che mi sono fatto e che, spero, possano tornare utili. Non vuole essere una trattazione esaustiva, per approfondire consiglio di fare delle ricerche più accurate.
- Respirazione diaframmatica: questo è il primo passo avanti. In tutte le scuole di arti marziali e di yoga la insegnano: bisogna respirare abbassando e alzando il diaframma, muovendo poco i muscoli intercostali e le clavicole. La respirazione diaframmatica avviene nelle parti più profonde e capaci dei polmoni che, invece, vengono lasciate inattive (con possibili ristagni di aria) nella respirazione alta. Si aumenta, così, il volume d'aria utilizzabile ad ogni inspirazione, si riduce il consumo energetico dell'attività respiratoria, aumenta l'efficienza dell'espirazione e si abbassa il baricentro. Un esercizio utile ad allenare il diaframma è la respirazione del cane (come la insegnava l'Horshumain): con la lingua fuori dalla bocca, compiere inspirazioni ed espirazioni molto rapide (tipo un cane stanco), in questo modo si usa solo il diaframma (attenzione a non prolungare troppo l'esercizio, si rischia l'iperventilazione). Il lavoro del diaframma, inoltre, pratica un benefico massaggio sugli organi sottostanti.
- Respirazione completa: utilizza tutti i muscoli respiratori insieme, prima si abbassa il diaframma, poi si aprono le costole e, infine, si sollevano le clavicole. Ciò permette di massimizzare il volume polmonare (è infatti utilizzata da molti apneisti). L'espirazione è a carico del diaframma, che si alza a schiacciare i polmoni dal basso. Col tempo si riuscirà a compiere la serie di movimenti in maniera naturale e non frammentata.
- Respirazione ritmica: può essere usata sia la respirazione diaframmatica che quella completa, ciò che importa è il ritmo. Si deve prendere come unità fondamentale il battito cardiaco (toccandosi il polso con le dita) e bisogna cercare di sincronizzare il respiro con un numero fisso di pulsazioni. In alcune scuole (indiane) si consiglia di usare 6 battiti per l'inspirazione, 3 per la retenzione, 6 per l'espirazione e altri 3 per l'interrespirazione (in generale l'importante è mantenere le proporzioni); altre scuole (soprattutto cinesi) raccomandano di far durare l'espirazione il doppio dell'inspirazione e di accorciare la retenzione e l'interrespirazione. Per i nostri fini è molto utile un altro tipo di respirazione ritmica, quella basata sul ritmo del movimento: ho trovato molto utile imparare ad aggiustare la mia frequenza ed intensità respiratoria sul passo della corsa. Così, in salita avrò un certo passo e ne conseguirà un certo ritmo respiratorio, in discesa sarà diverso. Per fare ciò utilizzo dei mantra, che mi invento di volta in volta, e che mi aiutano a tenere il ritmo e l'intensità costanti.
domenica 23 agosto 2009
Equilibrismo e slacklining
Ottimo sistema di condizionamento muscolare e di miglioramento dell' equilibrio, la slack line è una fettuccia tesa tra due ancoraggi sulla quale si cammina, si sosta e si manovra in diverse maniere.
Per chi è interessato su youtube ci sono numerosissimi tutorial su come montarla (ci sono diversi modi, con diverse attrezzature) e su come muoverci i primi passi. A me non rimane che incoraggiare tutti i traceur a provare..
Qui il gatto e la volpe che si divertono:
Per chi è interessato su youtube ci sono numerosissimi tutorial su come montarla (ci sono diversi modi, con diverse attrezzature) e su come muoverci i primi passi. A me non rimane che incoraggiare tutti i traceur a provare..
Qui il gatto e la volpe che si divertono:
martedì 21 luglio 2009
Viaggi a Canvano valley
La ricerca sullo scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) mi ha impegnato negli ultimi 14 mesi, sto accumulando il materiale necessario per il lavoro di tesi specialistica in Evoluzione e Biodiversità. Di base catturiamo gli scoiattoli e mettiamo un radiocollare che ci permette di trovarli nel bosco con radio e antenna.
Di solito i periodi di lavoro sono organizzati a blocchi di 7-10 giorni che passiamo (io e gli altri ricercatori) in una foresteria sopra il lago di S. Giacomo di Fraele. Il posto è accogliente, un cucinino elettrico, acqua corrente (non d'inverno), letti a castello, 20 minuti di macchina per arrivare al primo posto dove prenda il cellulare. Insomma: botte da 10 giorni di totale disintossicazione mediatica, aria buona, animali a go-go e un po' di smatto da noia.
Questo tipo di ricerca sul campo, oltre che essere interessante dal punto di vista naturalistico, mi ha permesso di sviluppare alcuni aspetti della vita di un normale di H. sapiens (che è ben diversa dalla vita di ZooUmano che faccio normalmente!).
Ecco un elenco delle attività con cui mi sono intrattenuto nei periodi di campo di questi mesi:
Di solito i periodi di lavoro sono organizzati a blocchi di 7-10 giorni che passiamo (io e gli altri ricercatori) in una foresteria sopra il lago di S. Giacomo di Fraele. Il posto è accogliente, un cucinino elettrico, acqua corrente (non d'inverno), letti a castello, 20 minuti di macchina per arrivare al primo posto dove prenda il cellulare. Insomma: botte da 10 giorni di totale disintossicazione mediatica, aria buona, animali a go-go e un po' di smatto da noia.
Questo tipo di ricerca sul campo, oltre che essere interessante dal punto di vista naturalistico, mi ha permesso di sviluppare alcuni aspetti della vita di un normale di H. sapiens (che è ben diversa dalla vita di ZooUmano che faccio normalmente!).
Ecco un elenco delle attività con cui mi sono intrattenuto nei periodi di campo di questi mesi:
- Marcia, tra le 3 e le 8 ore al giorno, attraverso un bosco fitto come gli aculei di un porcospino. Ogni tanto degenera in una corsa ad ostacoli, molto interessante. D'inverno si traduce in ciaspolate di ore sopra 2 metri di neve.
- Resistenza alle intemperie: quando c'è da chiudere le gabbie perchè piove, vuol dire un paio d'ore inzuppati fradici, la mattina alle 6, a 2000 m. Brrr..
- Allenamento di orientamento. C'è bisogno di sapere sempre dove sono i punti cardinali, in mezzo al bosco, sennò non si trovano le trappole!
- Ottimizzazione rapida del percorso (che nome altisonante che ho scelto, sarà per darmi delle arie). Vagare per un bosco fitto di mughi alla ricerca di uno scoiattolo vuol dire tagliare dritti ma cercando di fare meno fatica possibile.
- Riconoscimento fauna e flora locali. Si spiega da solo. Vantaggio sicuro in caso di guerra civile e/o altri scenari apocalittici.
- Immunizzazione a svariate dipendenze, aumento della resistenza alla noia, alla solitudine (soprattutto in questi giorni che sono stato solo soletto, mai successo di stare da solo così isolato) e ad altre cose molto insidiose.
Ed ecco un videino che romanza tutta la questione (con un pizzico di licenza artistica..)!
lunedì 20 luglio 2009
Specialisti
Pur restando all'interno del ristretto gruppo degli usufruitori di placenta.
Specialisti nella brachiazione:
Nell' arrampicata:
Nella corsa ad ostacoli:
Nel nuoto:
Nel salto:
Nella maratona:
Nel volo libero:
Beh, consoliamoci un poco.
Konrad Lorenz (1943) ha definito l'uomo come specialista nel non essere specializzato e proprio da questa caratteristica deriva la sua universalità. Con l'esempio di una ipotetica gara sportiva, Lorenz ha dimostrato che l'uomo può essere superiore ad ogni altro animale [in determinate circostanze, n.d.r.]. Poniamo che esso debba effettuare una corsa di cento metri, che debba poi tuffarsi in uno stagno, recuperare tre oggetti ad una profondità di cinque metri, nuotare per cento metri, afferrare una corda sulla riva opposta, arrampicarsi su questa per cinque metri e fare infine una marcia di dieci chilometri [...]. Nessun altro vertebrato sarebbe in grado di sostenere tali prove. (da Etologia Umana)
Certo nemmeno tutti gli uomini e donne che conosco ci riuscirebbero, ma questo è un altro problema..
PS: ho scelto filmati ripresi rigorosamente in natura, rappresentanti animali liberi e normali. Ritengo che i filmati di animali che interagiscono tra loro e con l'ambiente artificiale di uno zoo siano decisamente meno significativi.
Specialisti nella brachiazione:
Nell' arrampicata:
Nella corsa ad ostacoli:
Nel nuoto:
Nel salto:
Nella maratona:
Nel volo libero:
Beh, consoliamoci un poco.
Konrad Lorenz (1943) ha definito l'uomo come specialista nel non essere specializzato e proprio da questa caratteristica deriva la sua universalità. Con l'esempio di una ipotetica gara sportiva, Lorenz ha dimostrato che l'uomo può essere superiore ad ogni altro animale [in determinate circostanze, n.d.r.]. Poniamo che esso debba effettuare una corsa di cento metri, che debba poi tuffarsi in uno stagno, recuperare tre oggetti ad una profondità di cinque metri, nuotare per cento metri, afferrare una corda sulla riva opposta, arrampicarsi su questa per cinque metri e fare infine una marcia di dieci chilometri [...]. Nessun altro vertebrato sarebbe in grado di sostenere tali prove. (da Etologia Umana)
Certo nemmeno tutti gli uomini e donne che conosco ci riuscirebbero, ma questo è un altro problema..
PS: ho scelto filmati ripresi rigorosamente in natura, rappresentanti animali liberi e normali. Ritengo che i filmati di animali che interagiscono tra loro e con l'ambiente artificiale di uno zoo siano decisamente meno significativi.
martedì 14 luglio 2009
Free soloing, secondo principio della termodinamica e koan
Ieri notte sono uscito per completare i tre progetti in free solo notturno che mi ero prefissato da un po' di tempo. Sta mattina ho scoperto che John Bachar è morto durante un free solo, alcuni giorni fa. Io non lo conoscevo, il mio approcio animalesco alle cose, spesso, mi porta a non interessarmi delle storie umane che stanno dietro all'evoluzione di una disciplina. E questo è male, spesso. Per rispetto verso di me e verso di lui, quindi, non sprecherò parole di falso cordoglio, piuttosto penserò alla sua esperienza la prossima volta che starò per arrampicare senza sicura. Ecco chi era:
Solo una cosa vorrei dire, prima di passare ai miei progettini (che ovviamente impallidiscono e si fanno piccini piccini, di fronte a un gigante del genere), agli arrampicatori che vorrebbero vedere la pratica del free solo messa al bando. Se arrivasse qualche colletto bianco e impedisse agli alpinisti di arrampicare perchè, sebbene con la sicura, la gente muore e, d'altra parte, non ha senso salire su una montagna quando ci si può arrivare con la funivia (qualcuno potrebbe sostenere che anche la funivia è pericolosa; al Cermis ci sono morte 20 persone. Ah, ma le ha ammazzate la funivia o l'aereo militare statunitense? Allora forse, in ultima analisi, sono gli aerei da guerra che dovrebbero essere vietati?), cosa direbbero? Forse risponderebbero che può non aver senso per qualcuno ma per qualcunaltro ce l'ha, e che l'importante è essere coscienti dei rischi ed accettarli e che uno deve pur essere libero di fare quello che vuole con la sua vita, finchè non mette in pericolo quella degli altri? Bene, ho concluso, vostro onore.
Ora mi è passata la voglia di parlare delle mie conquiste che, rispetto alla mistero della morte, alla politica e all'etica, sono veramente delle piccolezze. Ecco i problemi risolti (notare che sono anche dovuto scendere, poi) ma immaginateveli al buio.



lunedì 13 luglio 2009
Strane quadrupedie
Il movimento sui quattro arti è un esercizio che un traceur non può non conoscere. Parte integrante del metodo naturale e del MovNat, adottata dagli allenatori di MMA, praticata fin da bambini, la quadrupedia è un grandioso strumento per sviluppare contemporaneamente gli arti superiori, inferiori ed il tronco, nonchè la coordinazione, la resistenza e la respirazione. Ne esistono di tutti i tipi: all'indietro, sulle scale, del granchio, del ragno (e molte altre ancora). Ma io, oggi, ne ho inventata una tutta mia: la quadrupedia della talpa.

L'acquedotto dei vasi (guardate 'sto piccolo video) è un manufatto interrato di origine Romana, è lungo 3544 metri, parte dalla valle del Noce per arrivare alla porta di S. Alessandro con un dislivello di 70 metri. Il primo uschiolo (accessi all'acquedotto per la manutenzione) è situato alla fine del sentiero dei vasi e vi si accede facilmente.
Il mio allenamento di oggi è consistito in una quadrupedia di 60-70 metri (più il ritorno) all'interno del canale interrato e semiallagato. E' durato circa 15 minuti, mani e piedi nell'acqua fredda e nel fango argilloso, denso e pesante. Stupendo.
All'interno ho potuto apprezzare numerose incrostazioni minerali di svariati colori, muffe e funghi, muschi e residui vegetali. Ho incontrato anche molte creature: rane e salamandre gli unici vertebrati, onischi per i crostacei, zanzarone a rappresentare gli insetti, scolopendre per i chilopodi e, per ultimi ma meglio rappresentati, una caterva di ragni e ragnatele.
Per l'occasione, oggi, ho portato pila da testa e macchina fotografica ma altre volte l'ho fatta al buio totale, senza scarpe e maglietta e, devo dire, è ancora meglio! Affondare mani e piedi nel limo, senza vedere nulla (ma proprio nulla!) e sentire il respiro freddo che viene da lontano è impareggiabile. Si impara a fare affidamento su altri sensi, in modo particolare il tatto, è un esercizio di autocontrollo sotto stress e ci si sporca un sacco!
PS: sulla via del ritorno, non contento, mi sono fermato a fare dei sollevamenti di tronchi e delle piccole arrampicate. Tutto condito dallo scatto in bicicletta per arrivare sul posto e per tornare a casa a fare la doccia.

L'acquedotto dei vasi (guardate 'sto piccolo video) è un manufatto interrato di origine Romana, è lungo 3544 metri, parte dalla valle del Noce per arrivare alla porta di S. Alessandro con un dislivello di 70 metri. Il primo uschiolo (accessi all'acquedotto per la manutenzione) è situato alla fine del sentiero dei vasi e vi si accede facilmente.
Il mio allenamento di oggi è consistito in una quadrupedia di 60-70 metri (più il ritorno) all'interno del canale interrato e semiallagato. E' durato circa 15 minuti, mani e piedi nell'acqua fredda e nel fango argilloso, denso e pesante. Stupendo.All'interno ho potuto apprezzare numerose incrostazioni minerali di svariati colori, muffe e funghi, muschi e residui vegetali. Ho incontrato anche molte creature: rane e salamandre gli unici vertebrati, onischi per i crostacei, zanzarone a rappresentare gli insetti, scolopendre per i chilopodi e, per ultimi ma meglio rappresentati, una caterva di ragni e ragnatele.
Per l'occasione, oggi, ho portato pila da testa e macchina fotografica ma altre volte l'ho fatta al buio totale, senza scarpe e maglietta e, devo dire, è ancora meglio! Affondare mani e piedi nel limo, senza vedere nulla (ma proprio nulla!) e sentire il respiro freddo che viene da lontano è impareggiabile. Si impara a fare affidamento su altri sensi, in modo particolare il tatto, è un esercizio di autocontrollo sotto stress e ci si sporca un sacco!PS: sulla via del ritorno, non contento, mi sono fermato a fare dei sollevamenti di tronchi e delle piccole arrampicate. Tutto condito dallo scatto in bicicletta per arrivare sul posto e per tornare a casa a fare la doccia.
domenica 28 giugno 2009
Equisetum arvense
- Descrizione: pianta erbcea perenne della famiglia delle Equisetacee, alta 10-30 cm. Produce due tipi di fusto: alcuni fertili, rossicci e senza rami, che spuntano prima e al cui apice si trova una spiga contenente le spore; altri sterili, che crescono al termine della primavera, formati da veri segmenti articolati, da cui spuntano rami sottilissimi.
- Proprietà: tutta la pianta è ricchisima di sostanze minerali, specialmente di silicio e potassio; contiene inoltre una saponina (l'equisetonina), flavonoidi, cui deve l'effetto diuretico, vari acidi organici, resine. Ha proprietà remineralizzanti, diuretiche e depurative, emostatiche e, in applicazione esterna, cicatrizzanti. I risultati migliori si ottengono combinando l'uso esterno (decotti) con quello esterno (applicazioni sulla pelle).
- Indicazioni: una sfilza di impieghi tra i più vari, ma alcuni sono maggiormente interessanti, dal mio punto di vista. Processi degenerativi della pelle, del tessuto connettivo e delle ossa: recenti studi sul ruolo del silicio nell'organismo hanno rivelato che questo oligoelemento si trova nella cute, nelle unghie, nello smalto dei denti, nelle cartilagini, nei legamenti e nelle ossa. In questi tessuti stimola la rigenerazione delle fibre di collagene ed elastina che, con l'età, perdono consistenza ed elasticità. Il silicio favorisce la "ricostruzione" o rigenerazione dei nostri tessuti, perchè è un elemento indispensabile per la sintesi delle fibre di collagene ed elastina (effetto catalizzatore). Il silicio si trova anche nei cereali integrali e nel lievito di birra, ma l'equiseto è il vegetale che contiene la maggior proporzione di silicio organico, ovvero combinato con proteine. Artrosi: (degenerazione della cartilagine delle articolazioni): grazie al suo contenuto di silicio e al suo effetto depurativo, l'equiseto è probabilmente una delle poche medicine veramente efficaci per la cura di questa difficile malattia. Flaccidità mammaria: applicato in impacchi sul seno, rassoda e tonifica i tessuti mammari, effetto che si rafforza bevendo anche il decotto.
- Preparazione e uso: USO INTERNO: Decotto: bollire 40-50 gr di pianta in 1 litro d'acqua per 10 minuti a fuoco lento; berne 3-5 tazze al giorno. Succo fresco della pianta: 3 cucchiai ad ogni pasto. USO ESTERNO: Impacchi: con un decotto un pò più concentrato di quello indicato per uso interno (100-150 gr di pianta in 1 litro d'acqua). Gli impacchi si applicano localmente sulla zona malata. Tamponi nasali: si fanno introducendo nella narice un batuffolo di cotone avvolto in una garza e imbevuto nel decotto concentrato.
Per maggiori info, qui.
PS: grazie dani per la dritta!
My two cents on: cos'è il Parkour
Leggete in quest'ordine:
Ora applicate sopra questo impasto il do e il jutsu del parkour nonchè una spolverata di Combat Vital. Il tutto nell'ottica del Metodo Naturale..

Eccoci, questo è il mio parcour.
Ora applicate sopra questo impasto il do e il jutsu del parkour nonchè una spolverata di Combat Vital. Il tutto nell'ottica del Metodo Naturale..
Eccoci, questo è il mio parcour.
venerdì 5 giugno 2009
La punta di un Iceberg
Questo grafo esprime, sinteticamente, l'idea che mi sono fatto sulle relazioni tra le varie discipline-filosofie che hanno determinato le condizioni perchè si sviluppasse il Parkour. Volutamente non cito le fonti, chi ha sete si dia alla rabdomanzia (come ho fatto io).
lunedì 1 giugno 2009
Il Totem
Veniamo al dunque.. perchè squalo, ragno, elefante e gatto?
Beh, negli ultimi anni ho avuto la strana idea di riflettere sulle mie esperienze e sui miei vissuti da un punto di vista simbolico e vagamente psico analitico. Data la mia passione per i modelli socio-culturali più "primitivi" e la mia conoscenza del regno animale, ho deciso di utilizzare il concetto di totem come metafora per capire e descrivere la mia personalità. Totem è una parola di origine Ojibway (una popolazione di nativi americani del ceppo Algonchino come i Mohicani, per esempio) che rappresenta un entità naturale che riveste un particolare significato simbolico per una persona o clan. (per uno spunto sull'intreccio tra evoluzione, psicoanalisi e totem, si veda: http://www.jstor.org/pss/660103)
Mettendo insieme vecchi sogni ricorrenti (soprattutto di squali, ma anche di ragni e gatti), interessi adolescenziali (ragni), esperienze profondamente toccanti (elefanti e gatti) e una certa elaborazione simbolica (aiutandomi con libri, internet e amici competenti), sono arrivato a questi quattro. Tra l'altro ho trovato interessante il fatto che l'ordine (da sinistra a destra, ma in realtà dal basso verso l'alto) sia più o meno coerente con la scala (permettetemi questa semplificazione, e date un'occhiata qui) evolutiva degli animali (lo squalo è più primitivo dell'elefante) ed anche con la primitività dei concetti ai quali gli animali vengono accoppiati. Ecco qui uno schemino che illustra alcune delle connessioni simboliche che mi legano a queste bestie:
Beh, negli ultimi anni ho avuto la strana idea di riflettere sulle mie esperienze e sui miei vissuti da un punto di vista simbolico e vagamente psico analitico. Data la mia passione per i modelli socio-culturali più "primitivi" e la mia conoscenza del regno animale, ho deciso di utilizzare il concetto di totem come metafora per capire e descrivere la mia personalità. Totem è una parola di origine Ojibway (una popolazione di nativi americani del ceppo Algonchino come i Mohicani, per esempio) che rappresenta un entità naturale che riveste un particolare significato simbolico per una persona o clan. (per uno spunto sull'intreccio tra evoluzione, psicoanalisi e totem, si veda: http://www.jstor.org/pss/660103)
Mettendo insieme vecchi sogni ricorrenti (soprattutto di squali, ma anche di ragni e gatti), interessi adolescenziali (ragni), esperienze profondamente toccanti (elefanti e gatti) e una certa elaborazione simbolica (aiutandomi con libri, internet e amici competenti), sono arrivato a questi quattro. Tra l'altro ho trovato interessante il fatto che l'ordine (da sinistra a destra, ma in realtà dal basso verso l'alto) sia più o meno coerente con la scala (permettetemi questa semplificazione, e date un'occhiata qui) evolutiva degli animali (lo squalo è più primitivo dell'elefante) ed anche con la primitività dei concetti ai quali gli animali vengono accoppiati. Ecco qui uno schemino che illustra alcune delle connessioni simboliche che mi legano a queste bestie:
- Squalo: rappresenta l'aggressività orale, le pulsioni predatorie più primordiali
- Ragno: Anticomformismo e oppositività
- Elefante: simboleggia la parte saggia e responsabile ma anche determinata
- Gatto: è l'indipendenza, la curiosità e il narcisismo (nonchè un'integrazione delle figure precedenti)
Oltre ad una connessione simbolica con la mia personalità, questi animali funzionano perfettamente come riferimento nello svolgimento di particolari attività. Mi rendo perfettamente conto che pensare ad un ragno mentre arrampico non mi permette di scalare come spiderman, tuttavia negli ultimi anni, nel campo della psicologia dello sport sono stati descritti una quantità di meccanismi interessanti che possono migliorare le prestazioni (Emotions in sport, capitolo 6). Uno di questi è lo stato di flow, definito come un particolare stato psicologico in cui il soggetto è totalmente assorto nell'attività in svolgimento. Credo che il raggiungimento di tale stato, per esempio, possa essere aiutato da una disposizione interiore positiva che, per me, può essere raggiunta attraverso il pensiero simbolico. Così mi piace pensare di potermi ispirare all'uno o all'altro animale a seconda di quello che sto facendo. Quindi:
- Squalo: combattimento e spostamento nell'acqua
- Ragno: arrampicata e movimento in quadrupedia
- Elefante: corsa, marcia e trasporto di gravi
- Gatto: scatto, salto, equilibrio, furtività e ritmo
mercoledì 15 aprile 2009
Allenamento Primaverile
Allora, tanto per lasciare una traccia di come sto lavorando..
I miei allenamenti di questo periodo sono strutturati così:
I miei allenamenti di questo periodo sono strutturati così:
- lunedì o martedì o mercoledì ---> corsa + condizionamento o arrampicata + condizionamento
- giovedì ---> condizionamento + combattimento
- sabato ---> tecniche nuove + ripetizioni + percorsi
- esercizi di respirazione durante tutta la settimana
- allenamento focalizzato sull'equilibrio una tantum
- marcia quando sono in tirocinio
- nuoto quasi mai (argh..)
Iscriviti a:
Post (Atom)



